Una sensazione profonda di Medioevo
Maremma medievale, magiche atmosfere
SATURNIA
e i borghi nel tufo
Pitigliano, Sovana, Sorano e Montemerano
2 giorni
dal 12/04/2024 al 13/04/2024
€ 270,00
VAN 9 posti da UD/PN, Portogruaro, San Donà, Mestre/VE, PD

 

Un territorio collinare, verdissimo, ancora selvaggio. Una fonte termale tra le più benefiche al mondo. Una distesa di uliveti tra cui spiccano borghi medievali bellissimi. 

 

 

PROGRAMMA di massima

1°gg PITIGLIANO (il borgo del tufo), SOVANA (la Matera della Toscana), SORANO (il borgo delle Necropoli)

2°gg MONTEMERANO (il borgo dell’amore), SATURNIA (Terme antiche), MANCIANO (panorami e una storia millenaria)

 

 

LA QUOTA COMPRENDE: viaggio a/r con VAN 9 posti – sistemazione in B&B/Hotel o appartamenti in camere doppie con servizi privati – trattamento di pernottamento e prima colazione – assistenza di autista, accompagnatore e guida – assicurazioni di viaggio RC agenzia. NON COMPRENDE: pasti – ingressi – quanto non menzionato alla voce ‘la quota comprende’.

NOTE: Supplemento singola € 30,00 – ASSICURAZIONE ANNULLAMENTO VIAGGIO € 10,00

Pre-ISCRIZIONI – E’ possibile una preiscrizione ai viaggi per i quali si è interessati. La preiscrizione non è impegnativa, può essere disdetta in qualsiasi momento. Quando sarà raggiunto il numero minimo di partecipanti Lira Viaggi vi contatterà per perfezionare l’iscrizione, chiedendo la riconferma della Vs. partecipazione e indicando i termini per il versamento dell’acconto e del saldo. Solo dopo la conferma di partecipazione l’iscrizione è perfezionata e diventa impegnativa.

 

 

 

Visitare Saturnia

Chi non conosce le terme di Saturnia alzi la mano. L’immagine delle bianche vasche di travertino dove l’acqua scorre fumante è una delle più famose della Maremma e di tutta la regione. Non tutti però sanno che Saturnia è un’altra frazione di Manciano, che il nome esatto del luogo è “Cascate del Gorello” e che le cascate sono un luogo dove si entra liberamente tutti i giorni della settimana.

Il sito si è creato spontaneamente, grazie all’azione della cascata di acque solfuree proveniente dalla millenaria sorgente generata dal torrente termale del Gorello nella roccia calcarea: la potenza dell’acqua che precipita dalla cascata ha scavato nei secoli tante piscine nella roccia di travertino, dando origine a vasche naturali. Uno spettacolo fragoroso di vapori, un’indimenticabile cartolina di contrasti tra il candido bianco del travertino e l’azzurro termale dell’acqua, che si mantiene ad una temperatura costante di 37,5°.
LA GRANDE CISTERNA DI CASTELLUM AQUARUM
Poggio Murella (circa a 5 chilometri dalle Terme di Saturnia) si trova anche Castellum Aquarum, una monumentale cisterna di epoca romana realizzata nel I secolo a.C. Chi ha la fortuna di visitarla ne rimane stupefatto: la struttura ad archi è divisa in ben dieci navate, con volte a botte sostenute da pilastri quadrangolari. Misura 8 metri in altezza, 36 metri in lunghezza e 16 metri in larghezza.
All’esterno, la struttura della cisterna è sostenuta da una muraglia con numerosi contrafforti, che hanno funzione di rinforzo e controspinta (la massa d’acqua della cisterna, circa 4000 metri cubi, esercitava una grande pressione sulle pareti). Per raggiungere la cisterna, basta uscire dall’abitato di Poggio Murella in direzione del cimitero e poi, al bivio, proseguire verso destra per poche centinaia di metri.

 

Visitare Pitigliano

Assieme a Sovana e Sorano è uno dei tre “borghi del tufo”. Con i suoi vicoli e vicoletti, rappresenta un caratteristico esempio di città medievale, dove ogni angolo nasconde curiosità e tracce di epoche passate.

Nella vallata che lo circonda, furono aperti dagli Etruschi dei grandi camminamenti scavati all’interno della rocca tufacea: le cosiddette “Vie Cave”, un reticolato di camminamenti che si estende intorno all’abitato percorribile liberamente e molto suggestivo, sia per la sua storia che per l’impatto visivo che lo caratterizza.

Proprio questa caratteristica natura del suolo su cui Pitigliano è costruita, ha fatto sì che questo diventasse un paese caratterizzato da cantine private scavate nel sottosuolo. Il tufo è infatti una roccia di origine vulcanica morbida, facilmente lavorabile e malleabile. Ciò ha permesso agli abitanti di scavare un ambiente dedicato alla conservazione degli alimenti, del vino e dell’olio, lontano dal caldo della superficie delle giornate estive.

La città, ricca di storia e cultura, venne denominata “La Piccola Gerusalemme” perché sin dal XVI secolo ha ospitato famiglie ebree in fuga dai paesi d’origine. La convivenza tra la nuova comunità ebraica e i cittadini di Pitigliano fu così pacifica che vennero edificati sin da subito i primi edifici sacri per la religione ebraica, come la Sinagoga del 1598.

Dall’alto della sua posizione, il borgo domina su uno splendido paesaggio di campagna coltivata a ulivo e vite. Quest’ultima in particolare è la protagonista della DOC “Bianco di Pitigliano”, una delle prime DOC in Italia (1966), per anni un po’ sottovalutata, ma oggi viva e vitale grazie ai viticoltori della zona.

Per gli amanti dei piccoli borghi medievali, Pitigliano rappresenta sicuramente una tappa da non perdere. Bandiera arancione del Touring Club Italiano, è nel suo centro storico che concentra diversi punti di interesse storico-culturali, ben valorizzati e molto interessanti.

 

VISITARE IL GHETTO

Quello che viene denominato “ghetto” si estende intorno ad una strada, Via Zuccarelli, che parte da Piazza della Repubblica e termina in Via Aldebrandeschi, dove inizia il rione Capisotto. Edificato a partire dalla seconda metà del XVI secolo, dopo l’arrivo della comunità ebraica a Pitigliano, il Ghetto era il fulcro della vita della comunità ebraica nel paesino toscano. Nei decenni successivi all’arrivo della comunità ebraica a Pitigliano, verso la fine del 1500, vennero edificati la Sinagoga, i locali del bagno rituale, il forno delle azzime, la macelleria kasher e la cantina.

 

LE VIE CAVE

Nella campagna circostante, si estende una fitta rete di cunicoli, gallerie e grotte, “tagliati” nel cuore della roccia tufacea: le Vie Cave, scavate a mano dagli Etruschi come vie di collegamento. Il tracciato di questi percorsi semi-sotterranei copre l’area circostante il borgo antico e si estende complessivamente per vari chilometri, suddivisi però in tratte percorribili singolarmente.

 

IL VINO

Pitigliano è il cuore della Denominazione da cui il suo vino bianco prende il nome, la cui base è costituita dal Trebbiano Toscano e per il resto da varietà come Greco, Grechetto, Sauvignon, Viognier e Chardonnay. La DOC Bianco di Pitigliano include al suo interno varie tipologie di vino, come il Bianco di Pitigliano base (fermo o secco), lo Spumante, quella con menzione Superiore e la tipologia Vin Santo.

Visitare Sovana

A circa 7 chilometri da Pitigliano c’è Sovana, eletto uno dei Borghi più belli d’Italia.

Ha conservato il suo impianto medievale, con i ruderi dell’imponente Rocca Aldobrandesca risalente al XI secolo. Percorrendo tutta la via del Pretorio, unica via di accesso al borgo fino al 1558, si arriva in Piazza del Pretorio e di fronte il Palazzo dell’Archivio, eretto nel XII secolo, con il campanile a vela e Torre dell’Orologio.

Sulla parte destra della piazza, si trova il Palazzo Pretorio, edificio duecentesco che presenta sulla facciata numerosi stemmi riconducenti ai capitani del popolo e commissari senesi che governarono Sovana tra il quattrocento ed il seicento. Sulla sinistra, invece, la chiesa di Santa Maria risalente al periodo tardoromanico (XII-XIII secolo); al fianco, il Palazzo Bourbon Del Monte, appartenuto ai marchesi omonimi, con facciata rustica e ampio porticato confinante con le mura perimetrali di San Mamiliano, la più antica chiesa della città.

Lasciando la piazza e prendendo via di Mezzo si procede verso il Duomo. Su questa stradina si trova la casa di Ildebrando di Soana che nel 1073 divenne Papa col nome di Gregorio VII; poche decine di metri oltre si erge il Duomo di Sovana, uno dei più importanti edifici in stile romanico gotico di tutta la Toscana.

Visitare Sorano

Completa il trittico delle città del tufo Sorano, un borgo nel quale sarà piacevole “smarrirsi” tra i suoi vicoli e vicoletti, stretti e serpeggianti, ricavati tra le case fatte di tufo e gli edifici storici in pietra grigio-giallastra dalla suggestiva architettura che abbraccia diverse generazioni di costruttori.

Borgo storico risalente agli Etruschi, Sorano passò di mano in mano con una certa frequenza, in gran parte per via della sua strategica posizione: nel 1417 divenne parte della Repubblica di Siena; nel 1556 divenne completamente indipendente, per poi essere annessa al Ducato di Toscana e divenire, alla fine, parte del Regno d’Italia nel 1860.

Ci sono due porte che storicamente servivano da ingresso alla città: la Porta di Sopra e la Porta di Sotto, entrambe spettacolari. La prima è situata sotto la Fortezza Orsini e conduce al cuore del paese, mentre la seconda è nei pressi del Masso Leopoldino e riporta ancora lo stemma cittadino.

Quest’ultimo è una terrazza panoramica fortificata, realizzata su volere del Gran Duca Leopoldo, costruito prima della Fortezza Orsini e che faceva parte integrante del sistema difensivo di Sorano, insieme alle sue mura.

A Sorano, come a Pitigliano, ha vissuto per vari secoli una comunità ebraica, pertanto anche qui si ha la presenza del ghetto ed, in via Selvi, sorge la Sinagoga risalente probabilmente alla fine del XVI secolo e recentemente restaurata.

 

Visitare Manciano

Manciano è un borgo dalla storia millenaria. A raccontarla, ecco il Cassero, oggi sede del Comune, una costruzione imponente costruita su un masso di pietra arenaria grigia. L’edificio, forse esistente fin dal XII sec., fu restaurato ed ampliato durante il periodo senese, dopo il 1416. Al suo interno un percorso storico racconta le vicende del paese attraverso i cimeli recuperati nelle proprietà comunali e sono esposti i quadri di pittori mancianesi esponenti dell’arte italiana di fine ’800 e inizio ‘900. Dalla torre panoramica, elevata nel 1935, si gode di un panorama mozzafiato sulla Maremma tosco-laziale e sulle isole dell’Arcipelago Toscano, con una vista che, nei giorni particolarmente chiari, arriva fino alla Corsica.

Da notare anche il complesso delle Stanze, un tempo con funzione pubblica e poi, alla metà dell’Ottocento, sede dell’accademia della Società dei Risoluti; oggi è aperto in occasione di esposizioni temporanee.
MONTEMERANO, IL BORGO A FORMA DI CUORE
Montemerano, frazione del Comune di Manciano, è un grazioso borgo arroccato su una collina alla quale fanno da cornice piante di ulivo secolari e la bella campagna maremmana. Il centro storico perfettamente conservato è cinto da mura a forma di cuore: capita spesso che le coppie di innamorati lo scelgano per passare qualche ora romantica…
Da non mancare, nella visita al borgo, una visita alla chiesa di San Giorgio, notevole sia per la struttura architettonica sia per le opere d’arte che conserva. Si pensa che un primo nucleo della chiesa sia stato costruito tra il 1328 e il 1382, momento di massimo splendore per la famiglia Baschi, allora signori del paese. L’edificio attualmente visibile fu consacrato il 30 ottobre del 1430, come si legge nella lapide posta sulla facciata del tempio – il rito della consacrazione era in quel periodo molto raro e veniva riservato solo alle cattedrali delle città, da qui l’importanza di questo edificio sacro e di Montemerano. All’interno, notevoli affreschi di scuola senese del XV e XVI secolo, il Polittico di Sano di Pietro (1458) e le sculture del Vecchietta e della sua scuola (1460-70 ca).
I SAPORI DEL TERRITORIO
Fragole, pici, agnelli, lumache, zafferano. 
Sono moltissimi i prodotti gastronomici della zona di Manciano, abitualmente celebrati in belle e appassionatissime sagre (per informazioni sulla loro organizzazione nel 2021 rivolgersi ai link riportati sotto). Solo per fare qualche esempio, nella frazione di Marsiliana ha luogo l’ultima settimana di maggio la Sagra della Fragola, mentre ad agosto vanno in scena la Sagra dei Pici e la Sagra dello Zafferano; la Sagra dell’agnello dura tre giorni nel weekend di Pasqua a San Martino sul Fiora; a Poggio Murella, il primo weekend di giugno si celebra la lumaca e a metà luglio il lunghino, una pasta tipica locale fatta a mano; a Montemerano, i primi dieci giorni di agosto cene maremmane sotto le stelle per la Sagra della Trippa.
Da ricordare l’attività ormai storica del Caseificio Sociale di Manciano, una società agricola cooperativa nata nel 1961 per volontà di 21 allevatori della zona. Oggi il Caseificio riunisce 250 soci allevatori di piccole e medie dimensioni distribuiti fra Manciano e i Comuni limitrofi e conta su 60.000 pecore che producono circa 8 milioni di litri di latte all’anno. Inoltre, associa una decina di allevatori di bovini da latte, il cui latte viene utilizzato per la produzione di formaggi misti a latte vaccino/ovino. I prodotti sono da leccarsi i baffi: i ‘classici’ formaggi di pecora freschi e stagionati, come il Pecorino Toscano DOP; i formaggi più sfiziosi e ‘ricercati’, in grado di soddisfare anche esigenze nutrizionali particolari; la ricotta, apprezzata da sempre per la dolcezza e per il gusto unico.

 

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