Valtiberina aretina, arte e paesaggi unici
Una città e il suo territorio
SANSEPOLCRO

Anghiari, Caprese Michelangelo, Monterchi, Pieve Santo Stefano, l'eremo di Montecasale
2 giorni
dal 23/03/2024 al 24/03/2024
€ 270,00
VAN 9 posti da UD/PN, Portogruaro, San Donà, MESTRE/VE, PD

PROGRAMMA

1°gg CAPRESE MICHELANGELO (casa natale di Michelangelo Buonarroti), ANGHIARI, MONTERCHI (la Madonna del Parto di Piero della Francesca)

2°gg SANSEPOLCRO (Museo Civico con la Resurrezione di Piero della Francesca), l’eremo francescano di MONTECASALE, luogo fuori dal tempo, pura essenza del francescanesimo.

 

Giorno uno:

Caprese Michelangelo deve il suo nome a Michelangelo Buonarroti, che qui nacque il 6 marzo 1475, nel periodo in cui il padre Ludovico vi svolgeva la funzione di Podestà. Ricchissimo il patrimonio artistico: il Museo Casa Natale Michelangelo Buonarroti, ha sede presso il Castello di Caprese Michelangelo ed è costituito da tre edifici principali: Palazzo del Podestà, Palazzo Clusini e la “corte alta”, racchiusi dentro la cinta muraria che comprende l’antica piazza d’armi, ora un giardino con esposizioni. Ma una visita di Caprese non può certo esaurirsi con le suggestioni michelangiolesche: da visitare la bella Rocca medioevale, costruita nel X secolo, l’antica Abbazia camaldolese di Tifi. Suscitano poi un particolare fascino i luoghi che testimoniano il passaggio di San Francesco durante i suoi viaggi da Assisi al Sacro Monte della Verna: la Chiesa di San Polo, la Cappella di Zenzano, l’Eremo della Casella.

Anghiari è un piccolo borgo immerso nella splendida campagna toscana a pochi chilometri da Arezzo, nella Valtiberina Toscana. Per la sua posizione strategica Anghiari rivestì un ruolo molto importante nel Medioevo.
Nella pianura appena sottostante il borgo, il 29 giugno 1440, si svolse la famosa Battaglia di Anghiari, nella quale le truppe fiorentine sconfissero quelle milanesi, permettendo così a Firenze di assumere il governo della città.

Monterchi, roccaforte di confine arroccata su un’isolata collina nella Valtiberina Toscana tra le colline della valle del Tevere, a due passi da Citta di Castello e dall’Umbria, in mezzo ad antiche pievi medievali e conventi, tappa fondamentale per chi desidera ripercorrere la vita e le opere del maestro Piero della Francesca, una delle espressioni più alte del Rinascimento.

Giorno due:

Sansepolcro che domina la Valtiberina. La tradizione attribuisce a Sansepolcro un’origine mitica. Grazie all’opera di due Santi pellegrini, Arcano ed Egidio che, di ritorno dalla Terra Santa, si fermarono in questa valle per erigere una cappella per  custodire le Sacre Reliquie. Chiuso da una cinta muraria delimitata dalle cannoniere di Bernardo Buontalenti e dalla pregevole Fortezza di Giuliano da Sangallo, il centro storico è un vero e proprio gioiello che ha conservato sino ai giorni nostri, i caratteri di un centro autentico e profondamente legato al più grande dei suoi figli: Piero della Francesca. L’artista, che si firmava Pietro dal Borgo, ha immortalato Sansepolcro in moltissime delle sue opere, esaltandone i suoi caratteri tipici. 

Lungo il percorso che attraversava l’Alpe della Luna fino alle Marche, dove si incamminavano i pellegrini, venne costruito nel 1192 un piccolo convento ad opera dei monaci camaldolesi. Il complesso, nel verde dei boschi e tra i ruscelli d’acqua, comprendeva anche un ospedale e un ospizio con la funzione di accogliere i viandanti. La storia dell’Eremo di Montecasale, nei pressi di Sansepolcro, ha una svolta nel 1213: ceduto a San Francesco dal vescovo di Città di Castello, divenne luogo di primaria importanza per la spiritualità e la tradizione francescana.

 

LA QUOTA COMPRENDE: viaggio a/r con VAN 9 posti – sistemazione in B&B/Hotel o appartamenti in camere doppie con servizi privati – trattamento di pernottamento e prima colazione – assistenza di autista, accompagnatore e guida – assicurazioni di viaggio RC agenzia. NON COMPRENDE: pasti – ingressi – quanto non menzionato alla voce ‘la quota comprende’.

NOTE: Supplemento singola € 30,00 – ASSICURAZIONE ANNULLAMENTO VIAGGIO € 10,00

Pre-ISCRIZIONI – E’ possibile una preiscrizione ai viaggi per i quali si è interessati. La preiscrizione non è impegnativa, può essere disdetta in qualsiasi momento. Quando sarà raggiunto il numero minimo di partecipanti Lira Viaggi vi contatterà per perfezionare l’iscrizione, chiedendo la riconferma della Vs. partecipazione e indicando i termini per il versamento dell’acconto e del saldo. Solo dopo la conferma di partecipazione l’iscrizione è perfezionata e diventa impegnativa.

 

 

 

I borghi medievali della Valtiberina Toscana: Anghiari, Sansepolcro, Monterchi, Caprese Michelangelo, l’eremo di MONTECASALE

I borghi medievali della Valtiberina Toscana: Anghiari, Sansepolcro, Monterchi, Citerna, Pieve Santo Stefano

Sansepolcro

Sansepolcro si trova nella parte orientale della Valtiberina Toscana, vicino al confine con l’Umbria. Situata tra la catena delle Alpi della Luna, e la Massa Trabaria, tra le colline umbre e l’Alpe di Catenaia costituisce un ottimo punto di partenza per ogni tipo di escursioni.

L’origine del borgo viene attribuita a due pellegrini che, di ritorno dalla Terra Santa, si fermarono in questa valle dove un segno divino li fece decidere di restare e costruire una piccola cappella per custodire le Sacre Reliquie, che portavano indietro con loro da un viaggio compiuto a Gerusalemme. L’aspetto attuale della cittadina è quello di un borgo medievale, costruito entro un perimetro murario di forma quadrilatera, ma molto viva e moderna. Qui le antiche arti artigiane sono rispettate e valorizzate, grazie all’organizzazione delle Biennali di arte orafa e del merletto o trina a spilli, che si tengono entrambe a settembre.

Il borgo medievale deve la sua più grande fama per aver dato i natali al pittore Piero della Francesca (1415-1492), di cui due opere (il polittico della “Madonna della Misericordia” e la ” Resurrezione”) sono custodite nel Museo Civico. Altri musei presenti a Sansepolcro sono l’Aboca Museum, lo Spazio del Merletto e il Museo Bernardini-Fatti della Vetrata Antica, dove è esposta una grande vetrata con la rappresentazione dell’ ”Ultima Cena” oltre a una serie di altre vetrate antiche, realizzate dagli artigiani ed artisti della Valtiberina.

Fra gli edifici di maggior interesse la Cattedrale di S.Giovanni Evangelista e le Chiese di S.Maria delle GrazieS.Maria dei ServiS.Lorenzo (al cui interno si trova la “Deposizione” del Rosso Fiorentino), S.Rocco, S.Agostino e l’eremo di San Francesco a Montecasale.

Infine ricordiamo che Sansepolcro è anche meta di interessanti eventi folcloristici quali il Palio della Balestra (seconda domenica di settembre), con gare di tiro, sfilate in costume ed esibizioni degli sbandieratori.

Monterchi

Monterchi è un antico borgo medievale, con tranquille stradine e piazzette, contornato da boschi, castagneti e campi coltivati. Sorge a metà di un’altura, in un luogo considerato sacro per gli antichi romani al personaggio mitologico di Ercole.

Monterchi è famoso soprattutto per le sue iniziative culturali e perché conserva, all’interno dell’omonimo museo, l’affresco della Madonna del Parto di Piero della Francesca.

Fu realizzato dall’artista nella città natale di sua madre, attorno al 1445 e riportato alla luce nel 1888. Il museo che lo accoglie ospita anche una mostra dove vengono illustrate le varie fasi delle tecniche del restauro. Un altro piccolo gioiello è poi il Museo di pesi e misure, ospitato nel cinquecentesco palazzo Massi: si tratta di una straordinaria e numerosissima raccolta di strumenti di tutte le epoche per la misurazione dei più svariati pesi.

Caprese Michelangelo

Città natale di Michelangelo Buonarroti, da cui la cittadina prende il nome.

Il borgo di Caprese Michelangelo si trova in posizione elevata su una rocca che domina il territorio circostante. L’area circostante il piccolo borgo (1700 abitanti circa) è circondata da castagneti da frutto di eccezionale pregio, che hanno permesso di attribuire al “Marrone di Caprese Michelangelo” la Denominazione di Origine Protetta (DOP).

Nel paese si trova la chiesa di S.Giovanni, dove fu battezzato Michelangelo, e le chiese di S.Cristoforo in Monna, la chiesa dell’abbazia camaldolese di Tifi e la pieve di S.Cassiano.

Nella Casa del Podestà, casa natale di Michelangelo Buonarroti, è stato creato il Museo Michelangiolesco, al cui interno sono riproposte delle riproduzioni dei capolavori dell’artista, ma anche opere di artisti contemporanei.

Pieve Santo Stefano

Pieve S. Stefano sorge vicino all’alveo del Tevere, a monte dell’invaso della diga di Montedoglio. La cittadina è famosa soprattutto per il suo Archivio Diaristico che si trova nella sede del Municipio, dove sono raccolti scritti autobiografici di gente comune, sotto forma di diari, ma anche di lettere e appunti.

La prima idea di creare un archivio diaristico risale al settembre del 1984,  e nello stesso anno venne ufficialmente istituito presso la Biblioteca Comunale. Accanto a questa nuova iniziativa viene indetto anche un concorso annuale per i diari inediti. Da allora ad oggi il concorso continua a svolgersi ogni anno in autunno, coinvolgendo un numero sempre maggiore di persone ed estendendosi anche oltr’Alpe , con l’uscita di libri che descrivono l’evento in Germania, Francia, Finlandia e nella regione spagnola della Catalogna.

Il regista Nanni Moretti, autore della pellicola “Caro Diario” ha ricevuto dalla cittadina, l’onorificenza della cittadinanza onoraria. Il concorso si tiene a Pieve S.Stefano durante il mese di settembre e i diari vincitori vengono attualmente pubblicati dalla casa editrice “Terre di mezzo”.

Architettonicamente Pieve S.Stefano si ricorda per la Chiesa di S.Maria dei Lumi, che sorge nei pressi del ponte principale che attraversa il Tevere. La chiesa è stata realizzata tra il 1590 ed il 1625; il suo nome battezza il Palio dei lumi che si tiene in paese l’ultima domenica di agosto e la Festa della madonna dei lumi (settembre). In primavera si tengono invece altre due feste: la Sagra del fungo Prugnolo e una cronoscalata automobilistica, entrambe nel mese di maggio.

 

Eremo di Montecasale

Lungo un’antica strada che da Sansepolcro si dirigeva verso l’Alpe della Luna e le foreste dell’Appennino tosco-marchigiano, intorno al 1192 i monaci camaldolesi costruirono l’Eremo di Montecasale, provvisto di ospedale per gli ammalati e i pellegrini, sui resti di un fortilizio smantellato. Nel 1213 il vescovo di Città di Castello, sotto la cui giurisdizione si trovava il luogo, lo cedette a San Francesco d’Assisi e da allora divenne uno dei siti francescani di riferimento della Valtiberina.

Nel 1268 i frati minori si trasferirono altrove e furono sostituiti da una fraternità di terziari regolari. Tra il Duecento e il Trecento si sviluppò a Montecasale il culto molto sentito per una statua lignea di inizio XIII secolo della “Madonna con il Bambino”, portata secondo la tradizione da San Francesco. La chiesa venne così intitolata a Santa Maria.

Nel 1462 l’eremo fu assegnato alla congregazione eremitica dei gerolamini e dal 1537, con il luogo che era entrato da alcuni anni a far parte della nuova Diocesi di Sansepolcro, ai frati minori cappuccini, uno dei tre ordini principali in cui è suddivisa la famiglia francescana.

Con le soppressioni napoleoniche del 1810 Montecasale fu messo all’asta. Nel 1830 tornarono i cappuccini ma nel 1866 ci fu una seconda soppressione, quella sabauda. Il complesso venne acquistato dal nobile fiorentino Giuseppe del Rosso, che nel 1894 lo cedette gratuitamente ai frati, ancora oggi custodi del romitorio.

L’Eremo di Montecasale conserva l’impianto dei più antichi conventi francescani, ispirati alla semplicità e alla povertà, con il chiostro centrale e i vari edifici legati alle funzioni religiose. Si possono osservare le cellette dei frati, la chiesa ampliata tra XV e XVI secolo con la statua mariana duecentesca e l’oratorio costruito al posto della cella di San Francesco, con tre reliquiari e la roccia che fu il letto del poverello d’Assisi. Quest’ultimo è il cuore mistico del romitorio.

Nei dintorni di Montecasale sono da visitare la Fonte di San Francesco, dove il santo fece sgorgare l’acqua, la Fonte Grappa l’Orso in mezzo al bosco, a cui sono riferite molte leggende, e il Sasso Spicco, un gigantesco masso sospeso raggiungibile attraverso un sentiero tortuoso.

Montecasale fu un luogo molto amato dal patrono d’Italia. L’episodio più celebre che lo legò al posto fu la conversione di tre ladroni, che in seguito presero i voti e morirono nell’eremo. Di due criminali redenti è conservato il teschio nell’oratorio.

L’eremo è una delle tappe più importanti della Via di Francesco.

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