Alle origini della Storia, delle Civiltà delle Religioni
PETRA
Giordania Gran Tour
DESERO DI WADI RUM, MAR MORTO, Le città della Decapoli: JERASH, AJLUN e Tell-mar-Elias, AMMAN, UMM QUAIS, PELLA, MADABA, MONTE NEBO e Wadi Kharrar, il luogo del Battesimo di Gesù. La strada dei Re: MUKAVIR, AL-KERAK, DANA, BEHIDA
8 giorni
dal 08/10/2022 al 15/10/2022
€ 1580,00
Transfer da UD/PN, Portogruaro, San Donà. Volo a/r da VENEZIA per Amman

Culla di civiltà diverse e terra di straordinaria bellezza, il mar Morto, i magici panorami desertici di Wadi Rum, luoghi biblici, vestigia romane, castelli arabi e forteze crociate, moschee, chiese bizantine e cristiane, monumentali architetture ellenistico romane a Jerash e Umm Quais, le scenografie della plendida città carovaniera di Petra, i castelli omayyadi del deserto, i preziosi  mosaici bizantini di Madaba e del Monte Nebo

 

1°gg volo per AMMAN (Giordania)
2°gg Le città della Decapoli: JERASH, AJLUN e Tell-mar-Elias
3°gg Le città della Decapoli: AMMAN, UMM QUAIS, PELLA
4°gg MAR MORTO, MADABA e l’Arsenale dell’Incontro, MONTE NEBO e Wadi Kharrar, il luogo del Battesimo di Gesù
5°gg La strada dei Re: MUKAVIR, AL-KERAK, DANA, Petra
6°gg PETRA
7°gg Petra, BEHIDA, deserto WADI RUM, Amman
8°gg Amman, volo per Venezia

 

Le antiche strade nel deserto che collegavano Oriente e Occidente, siti archeologici e antiche città dalla storia millenaria, fortezze e avamposti crociati e panorami spettacolari che cambiano al variare della luce del sole. Visitare la Giordania significa fare un viaggio alle origini della Storia, delle civiltà e delle religioni, che si svela ad ogni tappa, come tanti capitoli di un unico grande libro. Pur trovandosi tra Paesi al centro di tensioni internazionali – confina con Siria, Iraq, Arabia Saudita e Israele – è un luogo tranquillo, che si oppone a fanatismi ed estremismi, offrendo ai visitatori una cordiale accoglienza e la libertà di muoversi in sicurezza. La vocazione all’ospitalità, dopo tutto, è un tratto della cultura locale e ha radici antiche, per la sua posizione di crocevia di popoli e di commerci, che da qui transitavano lungo la Via della seta e la Via dell’Incenso.

Oggi si può contare su comode strade e le distanze tra i principali luoghi d’interesse non sono mai particolarmente lunghe. In Giordania non bisogna avere fretta di raggiungere la prossima meta e di fare soste per ammirare i paesaggi di questa terra prevalentemente desertica ma mai monotona, dove i colori caldi della sabbia e della roccia contrastano con l’azzurro intenso del cielo. Alcuni di questi luoghi sembrerà di averli già visti: è che per la loro bellezza e unicità si sono spesso prestati, come un set naturale, per ambientare alcuni famosi film d’avventura o di fantascienza.

Aqaba e la chiesa di Ayla e le altre escursioni

Per la sua posizione strategica sul Mar Rosso, Aqaba ha rivestito un ruolo importante nella storia della Giordania fin dall’antichità. Da qui passavano le più importanti vie commerciali tra Asia, Africa ed Europa, che hanno ispirato le incredibili avventure di Sindbad il marinaio; venne dominata da diverse dinastie arabe e occupata durante le Crociate; e da qui partì la rivolta araba nel 1916 per l’indipendenza dall’Impero Ottomano guidata da Lawrence d’Arabia, funzionario dell’intelligence britannica. Tanti eventi storici che hanno lasciato testimonianze in città – come un forte mamelucco del XVI secolo e la Chiesa di Ayla, una degli edifici cristiani più antichi al mondo – e in diversi luoghi della Giordania, raggiungibili da Aqaba con escursioni giornaliere oppure come tappe di un road trip per il Paese.

Il deserto di sabbia di Wadi Rum

A circa 50 km da Aqaba, si raggiunge Wadi Rum, l’unica area di deserto sabbioso della Giordania. È nota anche come Valle della Luna, scavata nei secoli dall’acqua di un fiume, plasmando il paesaggio di terra rossa e alte rocce granitiche. Popolato per secoli dai pacifici e coraggiosi beduini, è un luogo senza tempo, immerso nel silenzio e nei colori intensi che cambiano dal rosa al rosso in base alla luce del sole, per la cui bellezza è inserito nella lista dei siti Unesco dal 2011. Qui vale la pena fermarsi almeno una notte per assaporare la bellezza del paesaggio in ogni momento della giornata. Prima di sperimentare la vita dei nomadi, bisogna tener presente che il periodo migliore va da ottobre a marzo, quando le temperature di giorno sono più sopportabili, ma che di notte, per la forte escursione termica, possono scendere sotto i 10 gradi.

Cammelli e fuoristrada: il fascino delle dune

La visita di Wadi Rum parte dal Centro visitatori, porta d’ingresso del deserto. In sella ad un cammello o a bordo di fuoristrada, si seguono le piste che portano ad alcune delle meraviglie di questo luogo: il monte Rum (1754 metri), il punto più elevato di quest’area e noto come I Sette pilastri della Saggezza in omaggio al libro autobiografico di Lawrence d’Arabia, le antiche incisioni rupestri sulla roccia ad indicare la giusta strada alle carovane in transito, archi naturali e alte dune di sabbia divertenti da scalare. Il sole cala presto e la giornata si conclude assaporando un caldo tè sotto una tenda beduina prima di cercare il luogo adatto dove ammirare il tramonto, un altro grande spettacolo naturale di questo luogo. La varietà di questo paesaggio – un po’ primordiale, un po’ lunare – è stata la protagonista di alcuni capolavori del cinema, come Lawrence d’Arabia, naturalmente, Pianeta rosso di Antony Hoffman per ambientare le scene su Marte e The Martian di Ridley Scott.

Qui le stelle sono sempre accese

Proprio quest’ultimo film ha ispirato le bubble suite, stanze eleganti e confortevoli poste all’interno di una struttura sferica dall’aspetto avveniristico e adottate in diversi accampamenti presenti a Wadi Rum. Come nello Zeina luxury desert Lodge, disposte ai piedi di un’alta roccia, accanto a villas in muratura da quattro posti, all’area ristorante centrale e a un angolo tendato dove assaporare il silenzio e il buio della notte nel deserto. Un’esperienza da non perdere, approfittando dell’inquinamento luminoso praticamente pari a zero, è ammirare il cielo stellato con il telescopio al centro astronomico Rum Sky, dove un esperto guida l’osservazione tra le diverse costellazioni. Per assaporare le prime luci dell’alba, invece, il modo più suggestivo è fare un’escursione in cammello alle 5 del mattino, per poi fermarsi su una duna a bere un tè caldo aspettando il sorgere del sole e ammirare le rocce che, lentamente, riprendono colore.

Alla scoperta di Petra, la Città rosa

Diciamolo subito: Petra da sola vale un viaggio in Giordania. Basta visitarla per capire perché non solo è Patrimonio Unesco (1985) ma è stata anche eletta una delle Sette nuove meraviglie del mondo nel 2007. Stupore, incanto, incredulità sono solo alcune delle emozioni che suscita man mano che si procede lungo il cammino che porta alla sua scoperta. Quasi quanto quelle che deve aver provato l’esploratore svizzero J. L. Burckhardt nel 1812 quando riportò alla luce questa città scavata nella roccia che, per il suo colore, è chiamata la Città rosa. Le sue origini risalgono al VI secolo a.C. circa come insediamento e poi capitale dei Nabatei, popolo di commercianti nell’antica Arabia, prima di essere abbandonata nel VIII secolo.

Il grandioso Tesoro del Faraone

Il sito si estende su una area molto vasta e comprende, ad oggi, circa 800 monumenti: per la visita, quindi, è bene dedicare almeno una giornata (il biglietto costa circa 65 euro), ma ci sono pass anche da due o tre giorni. Entrando dal centro visitatori, nella parte orientale del sito, una strada sterrata conduce al Siq, uno stretto passaggio nella roccia, creato dalla spaccatura delle placche tettoniche e plasmato da acqua e vento, lungo 1,2 km e alto fino a 200 metri, dove si possono già a vedere alcune tombe scavate nella roccia, sculture corrose dal tempo e canali per far defluire l’acqua. Al termine del Siq le rocce si interrompono bruscamente e appare il Khazneh, il Tesoro del Faraone, una facciata ellenistica composta da colonne, capitelli, timpano triangolare, nicchie e decori che stupisce per la sua grandiosità e l’armonia delle proporzioni realizzata dai Nabatei scolpendo nella roccia dall’alto verso il basso. Un’altra meraviglia immortalata in alcune scene spettacolari del film Indiana Jones e l’ultima Crociata.

La Strada Colonnata e la Porta di Traiano

Si procede, poi, lungo la Strada delle Facciate, un ampio viale affiancato sui due lati da altre tombe e case, che porta al Teatro, una struttura semicircolare definita da gradoni di pietra che in origine, ospitava fino a tremila persone prima di essere ingrandito con l’arrivo dei romani. Della loro conquista restano anche le tracce nella successiva Strada Colonnata, la via centrale di Petra, che riprendeva il modello urbanistico romano del decumano massimo, e nei ruderi della Porta di Traiano. Poco più avanti, inizia la salita di circa 45 minuti di cammino e 800 gradini per raggiungere Al-Deir, il Monastero, situato sulla sommità di una collina rocciosa: un edificio scavato nella roccia ancora più grande e imponente del Tesoro (è largo 50 metri per 45 metri d’altezza) realizzato dai Nabatei tra il II e I secolo a.C. come tomba del re Obodas I. La visita del sito archeologico di Petra può essere completato con la visita di Siq al-Barid nota come Piccola Petra, a 14 km di distanza. Molto più piccola per dimensioni, ha edifici scolpiti nelle pareti della gola rocciosa lunga 450 metri e si pensa che fosse un sobborgo di Petra per ospitare i commercianti di passaggio lungo la Via della Seta.

I castelli crociati lungo la Strada dei Re

Petra è anche il punto di partenza della famosa Strada dei Re che si snoda, per 300 km in direzione nord, fino a Madaba. Un affascinante itinerario panoramico che, attraverso tornanti, canyon, deserti e antichi villaggi remoti, ripercorre oltre 500 anni di Storia, dell’uomo e delle religioni. Da qui, passavano le carovane dei commercianti cariche di merci preziose e spezie dirette verso la Siria, re ed eserciti crociati a difesa di luoghi sacri, pellegrini romani, musulmani ed ebrei verso la Terra Santa e la Mecca. Alcune tappe sono scandite dai castelli crociati, teatri di sanguinose battaglie contro il Saladino. Tra i più famosi, Shobak, chiamato anche Mont Real, costruito nel 1116 su una piccola collina al centro di un altopiano, di cui restano le torri e le spesse mura esterne decorate con iscrizioni incise nella pietra, e Karak, del 1142, famoso per la sua imponenza e come splendido esempio di architettura crociata, con sale sotterranee e lunghe gallerie con volte di pietra protette da mura, torri e un profondo fossato di difesa.

La città dei Mosaici e gli ulivi secolari

Più avanti, la strada raggiunge Madaba, già citata nella Bibbia e famosa come città dei mosaici di epoca bizantina. Il più famoso è quello che riveste il pavimento della Chiesa greco-ortodossa di San Giorgio, una grande mappa-mosaico del VI secolo che indica l’itinerario per raggiungere Gerusalemme attraverso oltre centocinquanta località e i principali siti biblici del medio Oriente. Nei pressi, si trova il Monte Nebo, uno dei più importanti siti cristiani in Giordania dove si pensa sia seppellito Mosè che qui morì al termine dell’esodo verso la Terra Promessa. Dalla sua sommità si gode di una vista unica sulla valle del Giordano, Gerico e Gerusalemme. Tra ulivi secolari, si trova il Memoriale di Mosè che conserva le parti più antiche di una chiesa e un monastero del IV secolo, con splendidi pavimenti a mosaico, riportati alla luce da scavi condotti dai Francescani, curatori del sito dal 1932. All’esterno, si trovano anche un’enorme Croce in ottone con il serpente e un monumento realizzato in occasione della visita di Giovanni Paolo II nel 2000.

Relax sul Mar Morto

Ritornando verso sud, il viaggio in Giordania raggiunge il Mar Morto, un’altra meraviglia naturalistica della Giordania e del mondo. Propriamente è un lago alimentato dalle acque del Giordano e si trova nel punto più basso del Pianeta, a 420 metri sotto il livello del mare. Ma è famoso soprattutto per la salinità della sua acqua, di nove volte superiore a qualunque altro mare, che la rende inospitale alla vita, da cui deriva il nome. Un effetto dovuto alla forte evaporazione e che rende possibile galleggiare senza fatica (inutile provare a nuotare). A dispetto del nome, però, le sue acque hanno proprietà benefiche, già note ai romani, utili nella cura di disturbi della pelle e delle vie respiratorie grazie alle alte concentrazioni di magnesio, sodio, potassio e bromo.

 



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