A Matera,
una Festa grandiosa
BASILICATA

Tra sacro e profano, una Festa grandiosa
Matera e LA MADONNA DELLA BRUNA
La Regina dei materani
3 giorni
dal 01/07/2022 al 03/07/2022
€ 500,00
TRANSFER da UD/PN, Portogruaro, San Donà. VOLO a/r da Venezia per Bari

La “Regina” dei materani
È Maria Santissima della Bruna la protettrice di Matera. È per lei che ogni anno si attende l’arrivo del 2 luglio, il giorno in cui la Vergine viene celebrata e festeggiata, la giornata più lunga dell’anno in cui la città dei Sassi si veste di festa e religiosità, trasformandosi in un crescendo di emozioni legate alla storia, allo spirito religioso e alla tradizione, con luci pagane che si uniscono a bagliori sacri, un’occasione speciale in cui il senso di devozione che i materani portano nel cuore per la loro protettrice raggiunge l’apice. La statua sacra, custodita nella prima cappella a sinistra della chiesa di San Francesco d’Assisi la ritrae candida, con uno sguardo pieno di misericordia e una veste chiara, semplice ed elegante. Una regina che tiene con il braccio sinistro il Bambino Gesù.

Significati e origini del rito

In realtà, tuttavia, le origini della festa sono richiamate da un’altra opera, un affresco di scuola bizantina risalente alla seconda metà del XIII secolo, custodito nella cattedrale sull’altare a lei dedicato; un dipinto che è del tipo “Odigitria” (cioè colei che indica la via) in quanto è raffigurata mentre con la mano destra indica il Bambino Gesù tenuto sul braccio sinistro. Il significato etimologico del termine “bruna” fuga qualsiasi dubbio su eventuali riferimenti cromatici della sacra figura e apre lo sguardo, invece, su un duplice significato: da un lato l’espressione deriverebbe dal longobardo brùnja, “corazza”, da cui discende il titolo “Madonna della difesa” con il ruolo di protettrice che ella esercita sul popolo, difendendolo da ogni forma di male; dall’altro, il temine deriverebbe da Hebron, città della Galilea dove Maria si recò per assistere la cugina Elisabetta, incinta del futuro Giovanni Battista. Un alone di mistero avvolge anche l’inizio di questo legame indissolubile tra la Bruna e la città dei Sassi, un legame profondo, viscerale e antico fatto di fede e devozione che trova il suo principio più di 600 anni fa, esattamente nel 1389, anno in cui Papa Urbano VI (già arcivescovo di Matera) decretò che la festa della “Visitazione di Maria ad Elisabetta” fosse celebrata il 2 luglio.

 

Tra storia e leggenda

Come la leggenda narra, il tutto avrebbe avuto inizio in una torrida sera di luglio, quando un contadino rincasando sul suo carretto fu fermato da una giovane donna che gli chiese un passaggio. L’uomo accettò titubante. Durante il tragitto un senso di gioia lo pervase ma, giunti alle porte della città, chiese alla donna di scendere vicino la chiesa di Piccianello poiché a quell’epoca era impensabile che due sconosciuti di sesso diverso potessero restare insieme da soli. La giovane accettò ma, prima di andar via, lo salutò pronunciando queste parole “Così, su un carro molto ben addobbato, voglio entrare ogni anno nella mia città” e gli lasciò un messaggio con cui venivano invitati il vescovo, il clero e i nobili di Matera a recarsi in quel punto. Quando costoro accorsero trovarono una statua ad attenderli, Maria Santissima della Bruna. Il carro del contadino improvvisamente si trasformò in un tripudio di decorazioni e luci al centro del quale trionfava la sacra effigie. Il carro fu trainato fino in centro, davanti alla Cattedrale. Qui, furono fatti tre giri, come a voler consegnare alla Bruna le sorti della città.
Altre due leggende ruotano attorno alle origini del rito. La prima spiega lo “strazzo” (l’assalto) del carro con l’intento dei materani di nascondere ai saraceni le immagini sacre. Distruggevano il carro per evitarne il saccheggio. La seconda, invece, riporta la distruzione del carro al tentativo del popolo materano di convincere il proprio signore, il Conte Tramontano, a mantenere la promessa di costruire un carro nuovo ogni anno.

 

Il 2 luglio: la devozione dei materani nel giorno più lungo dell’anno

È il giorno più atteso dell’anno; un ricco cartellone di eventi e rituali scandisce lo scorrere del tempo. Ad aprire le celebrazioni sotto le timide luci dell’alba del 2 luglio, la solenne Processione dei Pastori che prende il via dalla Chiesa di San Francesco d’Assisi.
A mezzogiorno l’immagine della Madonna viene prelevata dalla Chiesa di San Giuseppe, luogo deputato alla preparazione della statua detta in gergo popolare “Cher’ ca non s’ assramm” (Quella che non ha paura) che si distingue dalla statua originale che è custodita nella cattedrale (attualmente per lavori di restauro, nella chiesa di San Francesco d’Assisi).
Scortata dai Cavalieri della Bruna, seguiti dalle autorità ecclesiastiche a bordo di sfarzose carrozze d’epoca, è condotta a Piccianello, il luogo dove secondo la leggenda è avvenuta la sua prima apparizione, nella Chiesa dell’Annunziata.
Successivamente, alle cinque del pomeriggio, dopo la celebrazione della messa, la statua della Madonna viene collocata sul carro trionfale e, scortata dai cavalieri in costume, percorre le vie del centro e ritorna alla cattedrale.
Lì la processione serale si conclude con il rito dei “tre giri” con il quale il carro, con ancora su di esso l’effigie, gira per tre volte intorno alla piazza a simboleggiare la presa di possesso della città da parte della Vergine; in tal modo si invoca la sua protezione ancora per tutto l’anno successivo.

 

Grandiosa così si può definire la festa della Bruna patrona di Matera

 

Festa della Bruna

La clamorosa festa della Bruna, patrona di Matera, tra sacro e profano, inizia alle cinque del mattino con la Processione dei Pastori.Il quadro della Vergine viene portati in giro tra i quartieri della città ed annunciato da file di botti esplosi in segno di festa. In tarda mattinata, in seguito, la statua della Madonna viene portata in processione. I materani dalla Cattedrale raggiungono la parrocchia di Piccianello, con l’Arcivescovo e tutto il clero al seguito. Sfilano, tra l’altro, anche i cavelieri della Madonna Bruna per accompagnare la Vergine e difenderla come da tradizione. Sono tutti obbligatoriamente in divisa, tipica dell’epoca. Infine, arriva il momento della sfilata del famosissimo Carro trionfale. Il tradizionale carro della Bruna,  infatti, è realizzato in cartapesta per essere montato sulla struttura motrice. Viene trainato da coppie di muli e portato in giro per le vie della città dei Sassi. L’arte della cartapesta è praticata da secoli a Matera, e tra i tanti maestri cartapestai si possono citare i Pentasuglia, gli Epifania, i Nicoletti, i Daddiego, autori dei carri nelle tante edizioni.

Il Percorso

Il carro con la statua di Maria SS. della Bruna percorre le vie centrali del paese. Parte, in seguito, nel tardo pomeriggio dalla parrocchia di Piccianello, ed effettua il percorso inverso rispetto alla processione della mattina. Giunto in Cattedrale, poi, compie tre giri della piazza, in segno di presa di possesso della città da parte della Protettrice. E subito dopo la statua della Madonna viene fatta scendere dal carro per essere deposta in Cattedrale. Da questo momento inizia l’ultima parte del tragitto. Il carro senza la Madonna della Bruna torna verso la centrale Piazza Vittorio Veneto. Sta per arrivare il momento più atteso della giornata!

Lo strazzo

Nella tumultuosa discesa verso la piazza, il carro è scortato dai cavalieri e da volontari che lo circondano per evitare che ragazzi impazienti lo distruggano prima dell’arrivo. In tempi passati, il carro subiva l’assalto appena arriva in corrispondenza della chiesa di Santa Lucia, proprio all’ingresso della piazza, non riuscendo quasi mai ad arrivare integro fino al centro della piazza. Gli assalitori tentano con grande irruenza di portare a casa un pezzo di carro come trofeo e come segno beneaugurante, prima che ne rimanga solo lo scheletro. Tra un tumulto incredibile di folla il carro tronfale verrà assaltato e distrutto completamente. Lo strazzo del carro, in italiano strappo, è un momento concitatissimo, fatto adrenalina pura. Il rito secolare si conclude così tra il tripudio generale. E l’anno successivo un nuovo carro verrà progettato e costruito ex-novo. La festa della Bruna termina a notte fonda con l’esplosione dei fuochi pirotecnici che illuminano la Gravina ed i Sassi di Matera.

 

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